
Presentando il programma dei raduni del 2026 avevamo detto “provate a indovinare la località: A, B, C…”: ebbene ABC non erano altro che le iniziali di Alice Bel Colle, suggestiva località collinare dell’Alto Monferrato alessandrino che gli abitanti locali definiscono “il più bel panorama di tutto il Piemonte”. E in effetti, quanto a bellezza, tra qui e le Langhe c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Tutto nasce dalle ricerche di Martina e Lorenzo che lo scorso autunno, studiando una location per questo raduno, hanno scovato l’Hotel Belvedere e ce lo hanno proposto: certo, la formula di albergo diffuso poteva essere un azzardo, date anche le forti differenze tra le varie stanze e le costruzioni un po’ datate essendo in un borgo storico; e anche il fatto di avere le auto nelle strade del paese, sebbene in area riservata, non sembrava proprio una soluzione ottimale; poi abbiamo conosciuto la famiglia che gestisce l’albergo e abbiamo percepito la passione per il loro lavoro, l’attenzione al cliente, la cura per la cucina con prodotti a km zero, la frase “fidatevi, se venite qui vi faremo stare bene” e abbiamo deciso di rischiare, a patto però che ci trovassero una soluzione rassicurante per la sosta delle auto: detto e fatto, è stato istituito un servizio di vigilanza notturna da parte della protezione civile… a questo punto affare fatto! Va detto pure che Roberto, il figlio del patron Giovanni tuttora attivo e arzillo nonostante un consistente numero di primavere sulle spalle (“è dal 56 che mando avanti questo albergo, fate un po’ voi…”) non si è limitato a fare il proprio lavoro ma è andato oltre, dispensandoci preziosi consigli e creandoci gli agganci per alcune tappe del nostro percorso. Ma il merito della riuscita di questa manifestazione è tutto della coppia toscopiemontese: Martina e Lorenzo ci hanno messo l’anima, lavorare assieme a loro è stato davvero un piacere e già da alcuni mesi ero più che certo che non avrebbero sbagliato un colpo: previdenti, sensibili e reattivi hanno fatto un lavoro eccellente e si meritano i nostri ringraziamenti. Prima di partire con la descrizione delle giornate segnaliamo che dopo ben 34 anni siamo riusciti ad avere la presenza di Marco e Cristina Marzoli a un raduno di quattro giorni, il debutto di tre soci (i cuneesi Aldo e Margy Scotto e i genovesi Pietro e Mara Canale e Salvatore e Maria Carla D’Angelo) che subito hanno fraternizzato con il gruppo; e poi la sorpresa delle sorprese: gli svizzeri Armin e Beatrice, alla loro terza partecipazione, i tedeschi Eugen e Maximilian e gli altoatesini Johann e Waltraud, con noi per la seconda volta, e i tedeschi Uwe e Monika che non venivano dal 2003 hanno deciso sabato sera di iscriversi tutti quanti, dimostrando di apprezzare la nostra organizzazione e di volere ritornare in futuro. E ora via con la cronaca! Giovedì preraduno con un pranzo squisito all’agriturismo “Tra i filari” con ingredienti di propria produzione: il miglior modo di prendere contatto con la cucina monferrina che anche nei giorni a venire non deluderà mai. E anche fuori dalla cucina tra cioccolato, Krumiri, vini e amaretti non ci siamo fatti mancare nulla! Pomeriggio ad Acqui Terme dopo un percorso su strade meravigliose immerse nei vigneti sopra Cassine: le tonnellate di scartoffie che Lorenzo e Martina mi hanno fatto firmare si concretizzano in un miracolo: la piazza della Bollente, la sorgente di acqua termale che sgorga a 75 gradi, viene interamente riservata alle spider: all’inizio della zona pedonale ci attendono un’auto dei Carabinieri che blocca la rotonda e una della Polizia Municipale che ci scorta fino alla celebre piazza, dove schieriamo le vettura in ogni dove, al punto che le ultime non troveranno posto e dovranno accontentarsi di sostare nel corso che conduce alla piazza. Ci sparpagliamo per il centro in autonomia e ognuno si costruirà il percorso preferito grazie anche alla piantina fornita dagli organizzatori. Facciamo quindi una sosta presso la celebre torroneria Canelin per acquisti e per il loro celebre gelato al torroncino prima di rientrare in hotel dove ci aspetta una cena squisita; segue il briefing di presentazione; per tutta la durata del raduno avremo a disposizione una sala panoramica: lì per lì di sera non tutti se ne rendono conto ma alla mattina quando si domina la vallata costellata di vigneti sorseggiando un cappuccino tutti restano estasiati. Si accendono i motori e si punta verso Novi Ligure: stavolta la meta non è la città ma la prestigiosa fabbrica di cioccolatini Bodrato che si rivelerà una delle perle più preziose di queste giornate. Le vetture vengono disposte nel bel piazzale dell’azienda e si parte con la visita che si divide in due momenti: la spiegazione della lavorazione accanto ai macchinari e la degustazione dei prodotti; nel primo caso ci dobbiamo coprire da capo a piedi con presidi monouso prima di accedere al reparto: il responsabile ci illustra nei dettagli tutto il percorso che dalle fave porta fino al nettare degli dei; la degustazione prevede sette diverse specialità di altissimo livello con una descrizione accurata da parte di un giovane operatore molto coinvolgente. Si passa poi alla terza fase: l’assalto allo spaccio! Era davvero difficile trattenersi dopo una spiegazione così interessante e una favolosa degustazione: direi che tra le visite aziendali che abbiamo fatto nel corso degli anni questa è stata una delle più apprezzate. Si riparte di direzione di Cremolino per il pranzo al Ristorante Vetta, un classico locale di campagna che bada alla sostanza: il pranzo è gustoso e abbondante, per cui risaliamo a piedi la strada che conduce al centro di Cremolino: il sig. Luigi, un appassionato che ha una conoscenza del luogo a dir poco enciclopedica, ci conduce tra i vicoli raccontandoci la storia del paese, ci fa salire fino al castello per terminare nella chiesa dove si trova un enorme organo a canne del quale avremo modo di apprezzare l’acustica ascoltando l’esecuzione della celebre “Fuga di Bach”. Ritorniamo in albergo dove nel dopocena Carmela vivacizza la serata organizzando una gara di barzellette. Sabato la giornata ha un programma intenso: saliamo fino al borgo di Cella Monte, località inserita nel circuito “I borghi più belli d’Italia” e che si fregia della Bandiera Arancione del Touring Club. Prima di accedere al centro, nel parcheggio troviamo una doppia sorpresa: il presidente del Club X1/9 Gandolfo Madonia e il segretario Daniele Accornero, amici di vecchia data e nostri vicini di stand per anni alla fiera di Torino, hanno accompagnato Elio Baldi, indimenticato rallysta torinese che correva con una Racer Team come quella di Vittorio Borghesi: Elio si è comprato una Berlinetta che ha restaurato in maniera maniacale ed è venuto a presentarla al nostro raduno; poco dopo è arrivata anche una spider prima serie bianca di un abitante della zona che ha colto l’occasione per un primo contatto con il club. Entriamo in paese e andiamo a Palazzo Volta per visitare l’Ecomuseo della Pietra da Cantoni, una pregiata arenaria della zona che in passato era utilizzata per le costruzioni; una guida ci illustra la storia e l’utilizzo di questa pietra poi ci accompagna in un tipico Infernot monferrino situato nel palazzo: si tratta di una grotta scavata nella roccia dove la temperatura è costante tutto l’anno (14 gradi) che spesso viene utilizzata per l’invecchiamento dei vini; in passato però per sottrarsi al freddo dell’inverno diventava la dimora di tutta la famiglia. Risaliamo in macchina per un’altra tappa che si rivelerà golosa e piacevole: la Cantina Sociale di Rosignano Monferrato Arditi Fratelli ci attende per un aperitivo: abbiniamo l’assaggio del salame a quello dei vini che si rivelano piacevoli e con un eccellente rapporto prezzo-qualità. In men che non si dica la coda alla cassa sembra quella di un’autostrada al primo weekend d’agosto: buon segno, vuol dire che i partecipanti hanno apprezzato! Risaliamo a Cella Monte per un pranzo “light lunch” all’aperto presso il ristorante Il Carpino: due antipasti, due primi e poi via direttamente al dolce, limitando anche il consumo di vino visto che in degustazione la cantina è stata generosa. Ora si scende in pianura perché nel pomeriggio c’è la visita guidata di Casale Monferrato, il capoluogo più grande della zona lambito dal Po: il parcheggio di piazza Castello è stato in parte riservato alle spider, due guide prendono in consegna il gruppo e lo accompagnano alla scoperta dei tanti monumenti della città: particolarmente suggestiva si rivelerà la cattedrale con i suoi soffitti azzurri e stellati, mentre qualche intrepido decide di salire in cima alla torre civica; non manca il tempo per lo shopping nelle eleganti vie cittadine e nessuno resiste all’acquisto di una confezione dei celebri Krumiri, i biscotti simbolo della città. Il tempo stringe, ci attende un lungo percorso di rientro in hotel per la cena di gala con musica dal vivo. La serata è caratterizzata da tre eventi particolari: la premiazione del socio fondatore Gian Piero Pagella, il “gemellaggio” con il Club tedesco e la torta con logo tagliata da presidente e signora per festeggiare il trentesimo anniversario di matrimonio. Segue la consegna degli omaggi: una tazza commemorativa del raduno con il logo del club ripiena dei celebri baci di dama, a cui si aggiungono ulteriori dolci tipici gentilmente offerti da Gian Piero. E a questo punto via alle danze con musica e luci nel cortile dell’hotel: il musicista, peraltro con una voce splendida, si è rivelato un ottimo animatore e ha ricevuto il supporto canoro della nostra Paola. Passa la mezzanotte, si spengono le luci e ci si avvia verso la conclusione del raduno: per smaltire i kg di troppo viene organizzata una passeggiata alla panchina gigante numero 62 immersa nei vigneti: un luogo mistico e meraviglioso che dista un paio di km dall’hotel, l’ideale per sgranchire le gambe e riprendersi dalle libagioni. Poi si sale in macchina e dopo un altro percorso superpanoramico ci troviamo nuovamente a degustare le delizie locali: visitiamo infatti la famosa fabbrica di amaretti Vicenzi a Mombaruzzo: ci viene illustrata la metodologia di produzione prima di passare alla degustazione delle varie declinazioni di questa specialità e all’acquisto finale: il modo ideale per chiudere bene e in dolcezza prima del pranzo finale e del rituale dei saluti. Tutto perfetto quindi? Direi di si: la pioggia ci ha disturbato solo giovedì durante il viaggio e nella notte ma nei giorni successivi è stato un miglioramento continuo con una temperatura gradevole. Mancano solo le ciliegine sulla torta: e allora mettiamocele! Sabato mattina la macchina di Paolo e Marina di Piacenza ha un problema alla campanatura del retrotreno che è completamente fuori fase e ha distrutto i pneumatici: sconsolati meditano di tornare a casa a passo d’uomo ma quel toscanaccio terribile di Andrea assieme a Gianluca di sabato mattina riesce a trovare ad Alessandria non solo un gommista che possa rimettere in ordine la vettura ma addirittura due gomme usate compatibili per poter sistemare definitivamente la vettura. E domenica sulla via del ritorno poco prima di imboccare l’autostrada la macchina di Alessandro si spegne e si blocca su un cavalcavia in una posizione pericolosa: alla fine si contano una decina di auto ferme per cercare di dare una mano: meno male che alcuni soci hanno un condensatore di scorta e grazie alle abili mani di Marco Marzoli la macchina riparte tra l’esultanza generale: e questa, qualora servisse, è l’ennesima dimostrazione di quanto sia grande questo gruppo. Concludo ringraziando nuovamente Martina e Lorenzo e, citando il titolo di un celebre telefilm poliziesco degli anni ’70 dico: attenti a quei due! Perché non credo che si fermeranno qui ma in futuro ci stupiranno ancora. E noi saremo ben lieti di farci stupire!
Marco Chiari
Arrivederci al prossimo raduno.